
Al suo terzo appuntamento, la Wunderkammer mette in scena Antonio Fontanesi (Reggio Emilia 1818- Torino 1882). Il Museo torinese è predestinato agli studi su questo artista perché ne conserva la più ricca collezione, pervenuta tramite l'amico ed erede Giovanni Camerana. Fontanesi, conosciuto a Torino fin dagli anni cinquanta, vi si stabilì come docente dell'Accademia Albertina nel 1869. Lunghi soggiorni tra Ginevra, Parigi, Londra, Tokio fecero di lui un pittore di cultura e linguaggio internazionali, anomalo in Italia. L'intensità emotiva della sua pittura, la poesia del vero, difficile da circoscrivere nelle categorie del realismo e del romanticismo, fu definita da un grande critico "un des beaux poèmes naturalistes qui aient été peints au cours du siécle". La scelta tra i duecentocinquanta fogli della collezione vuole far rilevare la ricchezza e il mutare delle forme, delle tecniche e dello stile disegnativo con cui Fontanesi affronta il paesaggio nel maturare degli anni. Ma propone anche temi non scontati, come la figura e la veduta. Si rivedranno anche i grandi e impegnativi disegni a fusain in cui la traccia del carboncino veniva sfumata in modo infinito e impalpabile, con esiti di suggestione non inferiore a quelli della pittura. |