Minas Gerais |
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Il Minas Gerais, uno dei principali stati del Brasile, è il protagonista della mostra "Viver Minas" al Museo Regionale di Scienze Naturali, nell'ambito delle iniziative legate al Protocollo di collaborazione sottoscritto nel 2003 tra Stato di Minas Gerais e Regione Piemonte.
Dal 19 novembre al 14 dicembre, una vasta programmazione di iniziative culturali, incontri scientifici e commerciali sarà mirata a diffondere la conoscenza e a promuovere l'immagine di uno stato ricco di opportunità economiche, turistiche e storico-artistiche.
Con la mostra "Viver Minas", creata dall'artista Paulo Pederneiras, il Minas presenta il suo passato coloniale, attraverso le immagini della Strada Reale, il Barocco Mineiro, la cultura popolare e le città riconosciute patrimonio dell'umanità, i minerali e le pietre preziose, le tradizioni e le nuove sinergie offerte dalle innovazioni tecnologiche e dal design.
Passato e futuro, attraverso un presente ricco di interessanti ed uniche caratteristiche. |
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Design e arte nel tessuto per arredamento |
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Dall'11 novembre al 21 dicembre 2008, a Torino, nei locali del negozio Avigdor (Lungo Dora Colletta 129 bis), verrà allestita la mostra Design e arte nel tessuto per arredamento, organizzata da Avigdor all'interno del programma di Torino 2008 World Design Capital.
L'esposizione presenta una rara collezione di tessuti italiani d'epoca (1900 - 1960) disegnati da artisti come Lucio Fontana, Emilio Vedova, Roberto Sambonet, Emanuele Luzzati, Enrico Paolucci, Ettore Sottsass.
L'allestimento include più di 50 autorevoli stoffe disegnate e firmate da artisti che negli anni Cinquanta, oggi così di moda, furono considerati innovatori e dissacratori: i cosiddetti artisti-contro. L'esposizione ripercorre un vero e proprio cammino artistico che va dall'Art Nouveau al Futurismo, dall'Art Deco al Cubismo, dallo Stile Novecento all'Astrattismo. |
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Dalla preistoria al futuro |
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La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli presenta la collezione privata di Bruno e Christina Bischofberger di Zurigo.
Bruno Bischofberger è fra i galleristi più noti al mondo oltre ad essere uno storico dell'arte.
La mostra è a cura di Magnus Bischofberger, il più giovane dei quattro figli dei collezionisti e svela, attraverso 164 opere, le varietà dei diversi generi raccolti in oltre quaranta anni: arte contemporanea e moderna, design, fotografia, archeologia e arte popolare. La raccolta rappresenta un piccolo ma significativo nucleo della collezione.
La mostra presenta lavori di artisti di cui Bruno Bischofberger e sua moglie Christina sono stati galleristi, collezionisti, confidenti, consiglieri e amici: Miquel Barcelò, Jean - Michel Basquiat, Mike Biblo, Francesco Clemente, George Condo, Enzo Cucchi, Dokoupil, Damien Hirst, David Salle, Julian Schnabel e Andy Warhol.
La sezione dedicata al design propone i capolavori di Alvaro Alto, Le Corbusier, Friedrich Kepler, Adolf Logos, Giò Ponti, Jean Prouvé, e Garrii Rietveld e di Ettore Sottsass, che ha progettato la loro casa sopra il lago di Zurigo. Completano la sezione bicchieri di vetro di Maurice Marinot, argenteria di Henning Koppel e ceramiche di Lucio Fontana.
La raccolta di fotografie è rappresentata dagli scatti di Richard Avedon, Erwin Blumenfeld, Horst P. Horst, George Hoyningen-Huene, Robert Mapplethorpe, Martin Munkazi, Paul Outerbridge Jr, Irving Penn and Man Ray, tra gli altri.
In mostra anche asce di pietra che per il collezionista sono le più antiche forme estetiche, esempio della prima sensibilità artistica della nostra storia.
Sarà inoltre esposto un nucleo di quadri del XIX secolo dell'Appenzell in Svizzera, regione di cui è originaria la famiglia di Bruno Bischofberger, nota per la sua tradizione pittorica artigianale. E' lì che da bambino ha incominciato a crescere come collezionista e gallerista. |
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VoltaPagina. 5 |
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Il percorso espositivo di Palazzo Madama torna a rinnovarsi con la nuova edizione di Voltapagina. L'iniziativa, al quinto appuntamento, rappresenta per il Museo un importante momento di studio sulle collezioni, e per il pubblico una ragione in più per tornare a Palazzo Madama, per esplorare i percorsi alla ricerca dei nuovi allestimenti. Voltapagina non è una mostra: è un'occasione- nata dalla necessità di ritirare i materiali più fragili con cadenze regolari- per far conoscere l'immenso patrimonio del Museo (più di 30.000 oggetti in deposito, e circa 200 sono stati esposti con le prime quattro edizioni di Voltapagina) e per invitare il pubblico a tornare a visitare il Museo, che non è un'entità immutabile, ma un organismo in perenne movimento. In quest'ottica di valorizzazione delle collezioni permanenti, il Museo ha stipulato una convenzione con la Biblioteca Reale di Torino, grazie alla quale il pubblico trova esposti con Voltapagina anche i preziosi capolavori della Biblioteca, normalmente non visibili. Un modo per allargare lo sguardo alla nostra città e al nostro territorio, di illustrarne la storia e di permettere al pubblico di conoscere capolavori altrimenti noti solo agli esperti del settore. |
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5 artisti in gioco per il design |
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In concomitanza dell'evento "Torino 2008 World Design Capital" lo showroom Dentro&Fuori si propone come spazio espositivo per promuovere un progetto tra arte contemporanea e design.
Cinque artisti contemporanei presentano una selezione dei propri percorsi raccontandosi in quattro personali, il cui fil
rouge è la ricerca sulle molteplici accezioni della materia. Gli artisti si metteranno inoltre in gioco nella creazione di un simbolico omaggio al design, seguendo la propria libera interpretazione.
Nell'ambito della rassegna "5 artisti in gioco per il design", promossa e organizzata dalla galleria Dentro e Fuori di Torino, Riccarda Montenero propone Non solum... sed etiam.
L'artista presenta un ciclo di sculture, sulle cui superfici è il tempo ossessivo a trovare spazio; stampe digitali realizzate in modellazione 3D; e un omaggio al design dal titolo Le bureau créatif.
Riccarda Montenero si diploma all'Accademia di Belle Arti di Lecce e consegue la laurea in Architettura presso il Politecnico di Torino. Oltre ad esporre e a partecipare a mostre ed eventi culturali in Italia e all'estero, a rassegne nazionali ed internazionali di cine-video-arte, porta avanti una collaborazione con artisti e intellettuali che sfocia in pubblicazioni editoriali e performances interdisciplinari. Due sue opere di grandi dimensioni sono collocate nei giardini del Palazzo Reale di Torino. |
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Apertura 2 nuovi musei |
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Torino si arrichisce di due nuovi musei che si inaugureranno lunedì 12 febbraio: il museo di anatomia umana ed il museo della frutta. Il primo di questi, fondato nel 1739 e ordinato nell'attuale sede nel 1898, apre finalmente le porte al grande pubblico e non solo agli studiosi, ed offre la possibilità di osservare, in locali e con allestimenti di fine Ottocento, collezioni di grande interesse storico-scientifico.
Il museo della frutta è invece intitolato a Francesco Garnier Valletti, che verso la fine dell'800, dopo essere stato confettiere a Giaveno, creava fiori in cera. Era così abile da essere invitato prima alla corte di Vienna e, in seguito, dallo zar, a San Pietroburgo. Dopo i fiori, Garnier Valletti si dedicò alla frutta: modellava come un forsennato straordinarie albicocche, mandarini succosi, ghiottissimi fichi; e mele, prugne, pesche, melograni, arance, fragole, susine. Ora queste collezioni di frutta e ortaggi sono stati restituiti ad un nuovo spazio museale.
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Galleria degli Strumenti Musicali Antichi |
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Torino si arrichisce di un nuovo museo: la Galleria degli Strumenti Musicali Antichi, che aprirà i battenti giovedì 15 al Conservatorio Giuseppe Verdi (Via Mazzini 11). L'esposizione comprende più di 100 pezzi, tutti di gran pregio, ed è stata realizzata grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, all'interessamento del Maestro Luciano Fornero, che ne è stato l'ispiratore, e del Maestro Maria Luisa Pacciani (direttore del Conservatorio) che l'ha portata a compimento; fondamentale è stato inoltre, il contributo dell'Associazione Amici del Conservatorio e del Comitato Tecnico-Scientifico composto da docenti del Conservatorio stesso.
Gli strumenti della Galleria, che prima di essere esposti sono stati opportunatamente restaurati, furono realizzati da grandi costruttori quali Maggini, Guadagnini, Rocca, Guerra, Farotti, Oddone, Morano, Vinatieri e Cerutti: molti di loro lavoravano in Piemonte, regione che ha sempre avuto una grande tradizione in questo settore. La maggior parte degli strumenti in mostra appartiene alla collezione del Conservatorio; ventisei provengono dal Museo Civico di Arte Antica; a completare l'insieme ce ne sono poi tredici per lo studio dei fenomeni acustici, frutto di donazioni. |
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