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Antonio Fontanesi

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Antonio Fontanesi: declinazioni sul tema del paesaggio. A cura di Rosanna Maggio Serra

Al suo terzo appuntamento, la Wunderkammer mette in scena Antonio Fontanesi (Reggio Emilia 1818- Torino 1882). Il Museo torinese è predestinato agli studi su questo artista perché ne conserva la più ricca collezione, pervenuta tramite l'amico ed erede Giovanni Camerana. Fontanesi, conosciuto a Torino fin dagli anni cinquanta, vi si stabilì come docente dell'Accademia Albertina nel 1869. Lunghi soggiorni tra Ginevra, Parigi, Londra, Tokio fecero di lui un pittore di cultura e linguaggio internazionali, anomalo in Italia. L'intensità emotiva della sua pittura, la poesia del vero, difficile da circoscrivere nelle categorie del realismo e del romanticismo, fu definita da un grande critico "un des beaux poèmes naturalistes qui aient été peints au cours du siécle". La scelta tra i duecentocinquanta fogli della collezione vuole far rilevare la ricchezza e il mutare delle forme, delle tecniche e dello stile disegnativo con cui Fontanesi affronta il paesaggio nel maturare degli anni. Ma propone anche temi non scontati, come la figura e la veduta. Si rivedranno anche i grandi e impegnativi disegni a fusain in cui la traccia del carboncino veniva sfumata in modo infinito e impalpabile, con esiti di suggestione non inferiore a quelli della pittura.

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Apertura 2 nuovi musei

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Museo della Frutta

Torino si arrichisce di due nuovi musei che si inaugureranno lunedì 12 febbraio: il museo di anatomia umana ed il museo della frutta. Il primo di questi, fondato nel 1739 e ordinato nell'attuale sede nel 1898, apre finalmente le porte al grande pubblico e non solo agli studiosi, ed offre la possibilità di osservare, in locali e con allestimenti di fine Ottocento, collezioni di grande interesse storico-scientifico.
Il museo della frutta è invece intitolato a Francesco Garnier Valletti, che verso la fine dell'800, dopo essere stato confettiere a Giaveno, creava fiori in cera. Era così abile da essere invitato prima alla corte di Vienna e, in seguito, dallo zar, a San Pietroburgo. Dopo i fiori, Garnier Valletti si dedicò alla frutta: modellava come un forsennato straordinarie albicocche, mandarini succosi, ghiottissimi fichi; e mele, prugne, pesche, melograni, arance, fragole, susine. Ora queste collezioni di frutta e ortaggi sono stati restituiti ad un nuovo spazio museale.

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Galleria degli Strumenti Musicali Antichi

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Galleria degli Strumenti Musicali Antichi

Torino si arrichisce di un nuovo museo: la Galleria degli Strumenti Musicali Antichi, che aprirà i battenti giovedì 15 al Conservatorio Giuseppe Verdi (Via Mazzini 11). L'esposizione comprende più di 100 pezzi, tutti di gran pregio, ed è stata realizzata grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, all'interessamento del Maestro Luciano Fornero, che ne è stato l'ispiratore, e del Maestro Maria Luisa Pacciani (direttore del Conservatorio) che l'ha portata a compimento; fondamentale è stato inoltre, il contributo dell'Associazione Amici del Conservatorio e del Comitato Tecnico-Scientifico composto da docenti del Conservatorio stesso.
Gli strumenti della Galleria, che prima di essere esposti sono stati opportunatamente restaurati, furono realizzati da grandi costruttori quali Maggini, Guadagnini, Rocca, Guerra, Farotti, Oddone, Morano, Vinatieri e Cerutti: molti di loro lavoravano in Piemonte, regione che ha sempre avuto una grande tradizione in questo settore. La maggior parte degli strumenti in mostra appartiene alla collezione del Conservatorio; ventisei provengono dal Museo Civico di Arte Antica; a completare l'insieme ce ne sono poi tredici per lo studio dei fenomeni acustici, frutto di donazioni.

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