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Mostre


Arte in Mostra all'UGC Ciné Cité 45° Nord

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Arte in Mostra all'UGC Ciné Cité 45° Nord

La felicità, la gioia e la trepidazione contraddistinguono da sempre il giorno del matrimonio. Non a caso è spesso ricordato come il più bel momento nella vita di molte persone, e non a caso è celebrato in tutte le culture e in ogni epoca. Ovunque si svolga e qualunque sia il rito, la giornata del matrimonio è un concentrato di momenti indimenticabili di rara intensità.
Questa mostra fotografica, curata da Joyphotographers, offre una raccolta di immagini inedite e fortemente interpretative del matrimonio, un distillato di emozioni in fotografia. La passione per la fotografia si fonde qui con la passione per il racconto delle vicende umane, per cercare una prospettiva nuova dalla quale osservare gli stati d'animo delle persone. Rappresentare i sentimenti nella loro espressione più felice è una emozione fotografica unica e irripetibile per il fotografo attento.
Stefano Serra e Davide Muroni fondatori dello studio Joyphotographers, da sempre approcciano ogni singolo matrimonio con lo stile del fotogiornalismo. Per raccontare una storia scritta per immagini che parla di ciò che é stato, ma anche nello stesso tempo ciò che è, in quanto una immagine fissata sulla carta rivive per sempre. Stefano e Davide sono membri della prestigiosa associazione americana WPJA (Wedding Photo Journalist Association) che attraverso una rigorosa selezione sceglie i migliori fotografi di reportage in tutto il mondo.
Incontro con gli autori nei giorni 19 e 26 Marzo alle ore 21.00

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Teatro di pietra

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Teatro di pietra

Rocce e alberi, in un bosco incantato, sono attori di un grande teatro della natura. È trascorso quasi mezzo secolo dai giorni in cui Vilém Heckel, notissimo fotografo ceco, realizzò indimenticabili scatti sulle torri di arenaria di Teplice nad Metují e Adršpach, nella Repubblica Ceca. Nel 2009 un altro fotografo, in questo caso venuto da lontano, ha reinterpretato quegli spazi verticali: monoliti che dal bosco salgono verso il cielo. Craig Richards, partito dalle grandi Montagne Rocciose canadesi, si è avventurato nei meandri, tra le torri, guardando sopra gli alberi verso il cielo. Un progetto internazionale – che ha coinvolto Italia, Repubblica Ceca e Canada – ha permesso la realizzazione della mostra: 40 scatti eseguiti appositamente con diverse macchine fotografiche di medio e grande formato, oltre a quello panoramico.

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Alla scoperta dei Tatra

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Alla scoperta dei Tatra
Questo evento che nasce nell'ambito di un'ampia collaborazione tra il Museomontagna e varie istituzioni polacche ed è organizzato da MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA - CAI-TORINO e MUZEUM TATRZANSKIE IM. DRA TYTUSA CHALUBINSKIEGO W ZAKOPANEM, da REGIONE PIEMONTE, MINISTERSTWO KULTURY I DZIEDZICTWA NARODOWEGO (Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale Polacco) e WOJEWÓDZTWO MALOPOLSKIE (Regione Malopolska), con la collaborazione di CITTÀ DI TORINO, CLUB ALPINO ITALIANO, URZAD MIASTA ZAKOPANE (Città di Zakopane) e WARTA. L'esposizione, suddivisa secondo criteri tematici, rende un'idea di come pittori, fotografi, turisti, alpinisti e sciatori abbiano scoperto e visto i Tatra e i loro abitanti tra il secolo XIX e l'inizio del XX. Un'eccezione è stata fatta per la parte dedicata alla pittura, una piccola pinacoteca all'inizio del percorso, nella quale vengono proposte opere a partire dagli anni Trenta dell'Ottocento fino ai nostri giorni. Le costruzioni locali, con i loro ornamenti, hanno ispirato l'artista Stanislaw Witkiewicz nel creare lo Stile Zakopane, che ha molto influenzato l'architettura e l'arte applicata polacca. Sono esposti alcuni magnifici modelli originali delle sue case, insieme ad esempi degli arredi che progettava personalmente. Si entra poi nel mondo dei Tatra più tradizionali, con la ricostruzione dell'interno di una sorta di "baita" di montagna, arricchita dall'iconografia legata al soggetto. È qui che i pochi viaggiatori cercavano riparo, finché non furono costruiti i rifugi turistici.

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Torino sperimentale 1959-1969

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Katsuo SHIRAGA, Forme, 1959, olio su tela, 112 x 140 cm.

Venerdì 19 Febbraio 2010 negli spazi espositivi della Sala Bolaffi di Torino (via Cavour 17) aprirà al pubblico "Torino sperimentale 1959- 1969. Una storia della cronaca. Il sistema delle arti come avanguardia", una mostra ideata e curata da Giorgina Bertolino e Francesca Pola per ricostruire - in una nuova prospettiva storica - un decennio cruciale per una città oggi riconosciuta come capitale dell'arte contemporanea in Italia.
Promossa e organizzata dalla Direzione Cultura, Turismo e Sport della Regione Piemonte, la mostra prevede 6 sezioni tematiche introdotte da 22 opere/simbolo.
I lavori di Felice Casorati, Giulio Paolini, Carol Rama, Pinot Gallizio, Kazuo Shiraga, Georges Mathieu, Louise Nevelson, Lucio Fontana, Sandro De Alexandris, Aldo Mondino, Piero Gilardi, Ben Vautier, Emilio Scanavino, Michelangelo Pistoletto, Giorgio Griffa, Gianni Piacentino, Alighiero Boetti, Giuseppe Penone, Ugo Nespolo, fungono da "indice" dei contenuti documentari (fotografie, testi, cataloghi d'arte, video, manifesti ...) che rappresentano il vero cuore dell'esposizione.
La mostra "Torino Sperimentale 1959-1969" è articolata come mostra di consultazione, spazio di conoscenza e approfondimento di temi e protagonisti della cultura cittadina.

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Apertura 2 nuovi musei

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Museo della Frutta

Torino si arrichisce di due nuovi musei che si inaugureranno lunedì 12 febbraio: il museo di anatomia umana ed il museo della frutta. Il primo di questi, fondato nel 1739 e ordinato nell'attuale sede nel 1898, apre finalmente le porte al grande pubblico e non solo agli studiosi, ed offre la possibilità di osservare, in locali e con allestimenti di fine Ottocento, collezioni di grande interesse storico-scientifico.
Il museo della frutta è invece intitolato a Francesco Garnier Valletti, che verso la fine dell'800, dopo essere stato confettiere a Giaveno, creava fiori in cera. Era così abile da essere invitato prima alla corte di Vienna e, in seguito, dallo zar, a San Pietroburgo. Dopo i fiori, Garnier Valletti si dedicò alla frutta: modellava come un forsennato straordinarie albicocche, mandarini succosi, ghiottissimi fichi; e mele, prugne, pesche, melograni, arance, fragole, susine. Ora queste collezioni di frutta e ortaggi sono stati restituiti ad un nuovo spazio museale.

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Galleria degli Strumenti Musicali Antichi

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Galleria degli Strumenti Musicali Antichi

Torino si arrichisce di un nuovo museo: la Galleria degli Strumenti Musicali Antichi, che aprirà i battenti giovedì 15 al Conservatorio Giuseppe Verdi (Via Mazzini 11). L'esposizione comprende più di 100 pezzi, tutti di gran pregio, ed è stata realizzata grazie al contributo della Compagnia di San Paolo, all'interessamento del Maestro Luciano Fornero, che ne è stato l'ispiratore, e del Maestro Maria Luisa Pacciani (direttore del Conservatorio) che l'ha portata a compimento; fondamentale è stato inoltre, il contributo dell'Associazione Amici del Conservatorio e del Comitato Tecnico-Scientifico composto da docenti del Conservatorio stesso.
Gli strumenti della Galleria, che prima di essere esposti sono stati opportunatamente restaurati, furono realizzati da grandi costruttori quali Maggini, Guadagnini, Rocca, Guerra, Farotti, Oddone, Morano, Vinatieri e Cerutti: molti di loro lavoravano in Piemonte, regione che ha sempre avuto una grande tradizione in questo settore. La maggior parte degli strumenti in mostra appartiene alla collezione del Conservatorio; ventisei provengono dal Museo Civico di Arte Antica; a completare l'insieme ce ne sono poi tredici per lo studio dei fenomeni acustici, frutto di donazioni.

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