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Un grande saluto a tutti gli amici di VisitaTorino!
Cominciamo il sommario della newsletter con un appuntamento importante e ormai consolidato
per tutti i lettori: dall'8 al 12 maggio 2008 si terrà nei padiglioni del Lingotto
Fiere la ventunesima edizione della Fiera del Libro di Torino. Il motivo conduttore
dell'edizione di quest'anno sarà La Bellezza.
Si terrà nel Cortile del Maglio dal 1° al 4 maggio la seconda edizione
di EtnoTango, contenitore multidisciplinare con balli, mostre fotografiche e pittoriche,
atelier, installazioni, happening tematici, milonghe di strada e su pedana, serate danzanti,
video, concerti, esibizioni e incontri sul tema dell'Argentina.
Al Museo Diffuso della Resistenza di Torino in occasione del 9 maggio, giornata
della memoria delle vittime del terrorismo, si apre al pubblico la mostra Muri di Piombo,
un progetto fotografico che parla delle morti avvenute dalla metà degli anni Settanta
fino all'inizio degli Ottanta, legate al terrorismo di sinistra (Brigate Rosse, Nuclei Armati
Proletari, Prima Linea...) nelle città di Torino, Milano, Genova e Roma.
Venerdì 16 maggio alle ore 20.00 viene presentata, per la prima volta in forma
scenica al Teatro Regio di Torino, La clemenza di Tito, opera seria in due atti
composta da Wolfgang Amadeus Mozart sul libretto che Caterino Mazzolà trasse dall'omonimo
dramma di Pietro Metastasio. Sul podio il maestro Roberto Abbado, mentre la regia del nuovo
allestimento è di Graham Vick.
Olivetti. Una bella società è il titolo della mostra che si inaugura
il 16 maggio alla Società Promotrice delle Belle Arti di Viale Crivelli e che
ripercorre la lunga parabola della Olivetti, nel centenario della sua fondazione. La mostra
è organizzata nel contesto del programma di Torino World Design Capital.
Ricordiamo inoltre ai nostri lettori di consultare anche le sezione
"Mostre" e
"Varie" del
sito VisitaTorino per gli eventi dell'ultima ora o per quelli già in corso di svolgimento.
XXI Fiera del Libro di Torino
La bellezza salverà il mondo? La domanda che un personaggio dell'Idiota pone al
principe Myskin, protagonista del romanzo di Dostoevskij implica una sfida: misurarsi con la
Bellezza, riuscire a metabolizzarla significa avviare dentro di noi una metamorfosi spirituale,
il tentativo di raggiungere una sfera superiore di conoscenza e di autocostruzione.
La Bellezza, motivo conduttore dell'edizione 2008, è uno sviluppo di quello del 2007,
i Confini. Abbiamo più che mai bisogno di ridefinire territori, disegnare nuove mappe,
di capire il confine che separa il bello dal brutto, il buono dal cattivo, perché
l'estetica è strettamente connessa all'etica. La Bellezza sfugge alla definizioni
(Picasso respingeva con fastidio la sola domanda), ma quando ci sorprende la riconosciamo
immediatamente, con emozione e gratitudine. Perché gli uomini hanno sempre sentito la
necessità di dare un senso alla loro esistenza attraverso qualcosa che li superi, quel
«più» che solo la letteratura, l'arte, la musica, la filosofia possono esprimere.
Che cosa può rispondere oggi ai canoni della Bellezza, in letteratura come nelle arti,
nella musica, nelle scienze? Che cosa si richiede a un'opera? Dove passano i confini del bello
e del brutto? Come sono cambiati nei secoli i criteri estetici, e quali sono i loro rapporti
con l'etica? E quali i rapporti della bellezza con gli oggetti industriali prodotti su larga
scala? La bellezza è lo splendore del vero, diceva Platone: è un anelito alla
speciale «verità» umana e poetica dell'arte, che può risultare anche
scomoda e difficile, perché implica sempre la tensione insoddisfatta della ricerca.
Ma se vedere è un atto creativo, come è stato detto, che cosa siamo capaci di
«vedere», oggi?
A queste domande risponde una fitta serie di «lezioni magistrali», di conversazioni
e di dialoghi che vedranno impegnati filosofi come Remo Bodei (l'uomo di fronte agli spettacoli
naturali), Sergio Givone (la difficoltà di pensare e vivere la Bellezza, oggi), Giovanni
Reale (che prende a paradigma una tavola di Grünewald), antichisti come Luciano Canfora e
lo storico dell'arte Paul Zanker in dialogo con Franco La Cecla, antropologo e architetto;
maestri dell'architettura come Mario Botta, scrittori come Raffaele La Capria (l'arte moderna
si configura come un abuso di potere?), Erri De Luca e Domenico Starnone («La parola,
la tagliola»), l'etologo Danilo Mainardi. Vittorio Sgarbi dimostrerà che il bello
non coincide affatto con quel che piace. Silvia Ronchey e Giuseppe Scaraffia si interrogheranno
sull'uso improprio della Bellezza. Verterà sulle bellezze della lettura la conversazione
dello scrittore argentino Alberto Manguel. Quale potrebbe essere oggi il canone del romanzo? Ne
discuteranno Alfonso Berardinelli, Andrea Cortellessa, Giorgio Ficara, Filippo La Porta, con
Paolo Mauri.
Valerio Massimo Manfredi racconterà i canoni della Bellezza del mondo greco-romano,
mentre Khaled Fouad Allam, il filosofo algerino Shaker Laibi e l'antropologa tunisina Lilia
Zaouali ci parleranno della Bellezza nell'arte e nella letteratura islamica.
Informazioni
Dove: Lingotto Fiere - Via Nizza 280, Torino
Telefono: 011.518.42.68
Fax: 011.561.21.09
Internet: http://www.fieralibro.it
E-mail: info@fieralibro.it
Orario: giovedì, domenica e lunedì dalle ore 10.00 alle ore 22.00; venerdì e sabato dalle ore 10.00 alle ore 23.00
Tariffe: biglietto intero a 8 €; ridotto a 6 €
Periodo: dall'8 al 12 maggio 2008
EtnoTango
Con il contributo del Comune di Torino e della Regione ed il patrocinio del Consolato
Generale della Repubblica Argentina, torna il progetto di valorizzazione territoriale "Tango
Heritage" che insieme ad Etnica Etica presenta dal 1° al 4 maggio 2008, presso l'area
Borgo Dora - Balon - Cortile del Maglio di Torino il Festival "EtnoTango", contenitore
multidisciplinare con ballo, mostre fotografiche e pittoriche, atelier, installazioni, happening
tematici, milonghe di strada e su pedana, serate danzanti, video, concerti, esibizioni e incontri
sul tema dell' Argentina - dai desaparecidos ai tributi artistici e creativi su Gardel, Borges e
Piazzolla - attraverso il filo conduttore dell'acqua e della sua memoria. Occorre partecipare curiosando
qua e là lungo il suo perimetro, che coinvolge antiquari, negozi, botteghe, le belle piazze
aperte e coperte, nonché i cortili.
Il festival, alla sua seconda edizione, quest'anno diventa un percorso urbano che collega Borgo
Dora - Balon e Cortile del Maglio valorizzando i ricordi, i racconti, la musica, le fotografie,
i filmati intorno a questa straordinaria filosofia di vita che è il tango e la creatività
della sua gente, sia italiana che argentina. Una danza - il tango argentino - multietnica come le
tradizioni dei popoli che l'hanno generata (convergono nel genere "tango" la murga, il
candombe, l'habanera). Una danza fatta di mille identità, centinaia di stratificazioni musicali
e compositive - dal canjengue all'elettronico - decine di dialettiche corporee che vanno dal tango
salon al tango nuevo.
Generi e stili che si mescolano, si fondono, si avvolgono reciprocamente, sviluppando momenti di
socialità e condivisione con persone che vanno dai venti ai settant'anni. Esattamente come
avviene da tempo in quest'area annessa a Porta Palazzo, ricca di sedimentazioni sociali, di storia
tra pietra, mattone, sudore e acqua; di tradizioni etniche e costumi popolari ereditati dai flussi
migratori che sono passati dall'America Latina di ieri al Magreb di oggi.
L'ideazione e la direzione artistica di EtnoTango è di Monica N.Mantelli. Il calendario
completo della manifestazione è reperibile su http://cortiledelmaglio.it/calendario.htm.
Informazioni:
Dove: Cortile del Maglio - Via Andreis 18/10, Torino
Telefono: 011.521.62.42
Internet: http://cortiledelmaglio.it
E-mail: info@cortiledelmaglio.it
Tariffe: ingresso libero a tutte le attività sino ad esaurmento posti
Periodo: dal 1° al 4 maggio 2008
Muri di piombo
Il 6 maggio 2008 si inaugura la mostra fotografica con scatti di Eva Frapiccini organizzata
dal Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della
Libertà in occasione del 9 maggio, giornata della memoria delle vittime del terrorismo.
Riportiamo uno stralcio dell'intervista alla curatrice della mostra Eva Frapiccini: "Questo
progetto fotografico parla delle morti avvenute dalla metà degli anni Settanta fino
all'inizio degli Ottanta, legate al terrorismo di sinistra (Brigate Rosse, Nuclei Armati Proletari,
Prima Linea...) nelle città di Torino, Milano, Genova e Roma. All'epoca io non ero ancora
nata o ero troppo piccola per ricordare. Così ho cominciato a studiare, a indagare, a modo
mio, dai libri, dai giornali dell'epoca, dai microfilm nelle biblioteche pubbliche, poi sono
arrivate le fotografie, alla stessa ora, alla ricerca delle stesse condizioni di luce, e negli
stessi luoghi. Il mio lavoro si concentra sulla ricerca della memoria di un luogo, dell'eco di
un attimo così drammatico. Credo che il nostro passaggio, i nostri sentimenti più
intensi, felicità, paura, disperazione, speranza, lascino qualcosa anche negli spazi che
in cui sono stati vissuti, a maggior ragione una morte violenta. Alcuni terroristi morti in
azione avevano diciassette, vent'anni; mi sono chiesta spesso che cosa divida la mia generazione
dalla loro".
Informazioni:
Dove: Museo Diffuso della Resistenza - Quartieri Militari, Corso Valdocco 4/a, Torino
Telefono: 011.436.14.33
Internet: http://www.museodiffusotorino.it
E-mail: museodiffuso@comune.torino.it
Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00; giovedì dalle ore 14.00 alle ore 22.00; lunedì chiuso.
Tariffe: ingresso libero
Periodo: dal 6 al 18 maggio 2008
La clemenza di Tito
Caldara, Leo, Hasse, Gluck, Jommelli, Traetta: sono solo alcuni dei compositori che musicarono
il libretto de La clemenza di Tito scritto da Metastasio: il primo era stato Antonio Caldara,
la "sua" Clemenza di Tito andò in scena il 4 novembre 1734 a Vienna per festeggiare
l'onomastico dell'imperatore Carlo VI. Quando nel giugno 1791 gli Stati Generali boemi chiesero
all'impresario Domenico Guardasoni di commissionare un'opera celebrativa per l'incoronazione di
Leopoldo II come re di Boemia, la scelta cadde subito su quel libretto metastasiano che tanto
era piaciuto a Voltaire. Guardasoni lo propose prima a Salieri, che rifiutò, poi a Mozart
che accettò il compenso di duecento ducati. Il testo venne affidato alle cure del poeta
di corte Caterino Mazzolà, che fece numerosi tagli e modificò la struttura in due
atti anziché tre. Nel suo catalogo delle opere, Mozart scrisse: «ridotta a vera
opera dal signor Mazzolà». Il compositore, che in quel periodo stava lavorando
anche al Flauto magico, si recò a Praga con la moglie Konstanze e il suo allievo
Süssmayr, ospiti alla Villa Bertramka. Il 6 settembre 1791 l'opera andò in scena
al Teatro Nazionale di Praga. Le cronache dell'incoronazione riportarono: «il Singspiel
ebbe un successo pienamente meritato dall'autore, dal compositore e dai cantanti. Le loro
Maestà lasciarono la sala visibilmente soddisfatte». In realtà non fu un
grande successo e pare anche che l'imperatrice avesse dichiarato, in italiano, che era
«una porcheria tedesca». Il Mozart della Clemenza è un Mozart che ricrea
"l'opera seria" ed è diversissimo dalla trilogia dapontiana: questo stupì
molto pubblico e critica. Lo storico mozartiano Robbins Landon ha scritto: «oggi,
tuttavia, siamo giunti ad apprezzare la Clemenza di Tito come una composizione di notevole
introspezione psicologica e che ci offre per lo meno un'ora della più grande musica
che Mozart abbia mai potuto scrivere. Quanto basta per donarle l'immortalità».
Informazioni
Dove: Teatro Regio - Piazza Castello 215, Torino
Telefono: 011.8815.557
Fax: 011.8815.214
Internet: http://www.teatroregio.torino.it
E-mail: info@teatroregio.torino.it
Orario e biglietteria: vedere su http://www.teatroregio.torino.it/biglietteria/index.htm
Tariffe: vedere su http://www.teatroregio.torino.it/biglietteria/0708/big_prezzi.htm
Periodo: dal 16 al 25 maggio 2008
Olivetti. Una bella società
La lunga parabola della Olivetti, che celebra nel corso del 2008 il centenario dalla
fondazione, non ripercorre solo le vicende della civiltà industriale, ma mette in scena
il sorgere e il declino di un sogno - coltivato per più di un secolo - sulla capacità
dell'industria di essere non solamente un modo razionale ed efficiente per produrre oggetti
e beni di consumo, bensì di porsi quale motore e modello per la crescita e lo sviluppo
della società nel suo insieme.
Nessun'altra azienda, in nessun Paese del mondo, ha saputo interpretare meglio della Olivetti
l'essenza positiva e ottimista di tale ambizione. E' questa unicità che la mostra
cerca di mettere in luce, sin dal titolo scelto: una bella società.
L'articolata ricchezza dell'universo Olivetti autorizza i più diversi percorsi
di analisi: le scelte etiche, la morale sociale, il design, l'organizzazione industriale, le
strategie di comunicazione, le prospettive politiche, il ruolo degli intellettuali, il valore
dell'arte, la ricerca tecnologica, l'elaborazione di nuovi linguaggi, il fine ultimo della
comunità. Ciascuno di questi approcci meriterebbe una esposizione esaustiva, frutto di
una approfondita ricerca.
Ciò che però ci pare oggi trovare una nuova attualità è la
capacità dimostrata dalla Olivetti di costruire una visione d'insieme, un vero e
proprio paesaggio della modernità.
La mostra propone una serie di campionature emblematiche di temi innovativi scelti fra i
vari settori d'intervento della Società e concentra nel cuore del percorso una sorta
di dizionario enciclopedico di tutte le esperienze che hanno caratterizzato la produzione di
un'azienda non certo limitatasi alle macchine per ufficio.
La grafica come l'architettura, il design come l'urbanistica, la pubblicistica come la
letteratura, il cinema industriale come gli allestimenti, i negozi come la tipografia verranno
esaminati non tanto nei loro singoli aspetti disciplinari ma come tante facce interrelate di una
moderna forma di civiltà dell'immagine.
Informazioni
Dove: Società Promotrice delle Belle Arti - Viale Balsamo Crivelli Diego 11, Torino
Telefono: 011.218.213
Fax: 011.216.98.28
Internet: http://www.torinoworlddesigncapital.it
E-mail: info@torinoworlddesigncapital.it
Periodo: dal 16 maggio al 27 luglio 2008
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