Palazzo Solaro del Borgo (Isnardi di Caraglio)

Nato fra il 1644 ed il 1656 come residenza del marchese lorenese Harvard de Senantes, l’edificio passa nel 1963 agli Isnardi di Caraglio, che in seguito ne commissionano il rifacimento all’architetto Benedetto Alfieri.

L'ingresso di Palazzo Solaro del Borgo

L’ingresso di Palazzo Solaro del Borgo

A lui si devono la manica verso via Lagrange, i fronti delle corte, l’atrio, lo scalone. Regista della decorazione d’interni è ancora Alfieri, a cui va associato, dopo la sua morte nel 1767, Filippo Castelli.

Negli appartamenti, in cui ebbero luogo nel 1771 i festeggiamenti per il matrimonio fra Maria Giuseppina di Savoia ed il futuro Luigi XVIII, offerti dall’ambasciatore di Francia che vi risiedeva, si distinguono: il grande scalone (la cui volta dipinta da Bernardino Galliari nel 1758 è stata distrutta nel 1942) decorato da stucchi di Giovanni Battista Bernero, le sale verso la corte con sovrapporte opera di Michele e Vittorio Amedeo Rapous, la biblioteca, la galleria ed il prezioso salottino ottagonale.

Quest’ultimo rappresenta una vetta del gusto rococò in Europa: le superfici delle pareti diffusamente risolte a specchio, su cui spiccano intagli rocaille in legno dorato, si collocano a fianco delle migliori realizzazioni francesi dell’epoca.

Nel 1841, in ragione della nuova destinazione del palazzo, dal 1838 sede dell’Accademia Filarmonica e dal 1947 del circolo Società del Whist (fondato nel 1841 dal Conte di Cavour), l’architetto Giuseppe Talucchi realizza, con piena aderenza ai canoni neoclassici, l’Odeon per i concerti, sostituendo una terrazza realizzata il secolo precedente da Benedetto Alfieri.

Attualmente il palazzo non è visitabile.

 
 

Informazioni:
Indirizzo: Piazza San Carlo 183

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