Piazza Carlo Felice

Nel 1850 è varato il Piano d’ingrandimento della Capitale, strutturato in tre piani parziali per le aree fuori Porta Nuova, Valdocco e Vanchiglia.

Per il primo di questi piani, approvato nel 1851, il Municipio, proprietario di gran parte dei terreni, gestisce l’operazione, dalla vendita dei lotti alla realizzazione dei fabbricati di abitazione, sulla base delle indicazioni dell’architetto Carlo Promis, che sviluppa il disegno dai tracciati viari alla decorazione architettonica.

Piazza Carlo Felice

Piazza Carlo Felice

Nucleo dell’intervento è la piazza Carlo Felice. Il suo carattere è dato dall’omogeneo trattamento di facciata degli edifici porticati, rivestiti per tre piani da un bugnato lievemente rilevato, e conclusasi da un attico di semicolonne.
Tali facciate si integrano verso settentrione alla testata della contrada di Porta Nuova (poi divenuta via Roma), disegnata in forma semiottagonale da Gaetano Lombardi nel 1822, mentre verso meridione svoltano lungo la strada del Re (poi corso Vittorio Emanuele II).

Nel 1859 si inaugura la fontana della Società per la Condotta dell’Acqua Potabile; l’anno successivo Jan Pierre Barillet Deschamps disegna il giardino centrale, realizzato da Marc Louis Quignon.

La piazza Carlo Felice e le due piazze minori Paleocapa e Lagrange costituiscono allo stesso tempo il nuovo accesso a Torino da meridione, la conferma della morfologia ereditata dalla città moderna ed un modello morfologico per lo sviluppo della città ottocentesca.

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